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Alla ricerca di una buona idea: alcuni tool che potrebbero fare al caso tuo

C’è chi ragiona per immagini e chi non può fare a meno di lanciarsi in associazioni di parole speranzoso arrivi quella giusta. Chi si chiude in una specie di ritiro spirituale alla ricerca dell’ispirazione perduta e chi si diletta in attività stravaganti e spesso del tutto fuori contesto per attendere di essere – solitamente a un giorno dalla dead line – folgorato dall’illuminazione.

Vorremmo rassicurarvi, dirvi che c’è una ricetta per la creatività, ma se così fosse non solo saremmo tutti creativi ma soprattutto noi, con grande probabilità, non avremmo più clienti da aiutare e brand da raccontare. Possiamo però dirvi quali sono stati, negli anni, i nostri speciali e personalissimi strumenti per alimentare la creatività…attività o tool che, in un modo o nell’altro, hanno funzionato con noi. Chissà che, provandoli, anche voi non li troviate particolarmente interessanti. Partiamo con ordine e ricordate: non mettere limiti all’immaginazione e lasciate da parte la vostra parte razionale…potrebbe cercare di “sabotarvi”.

Alla ricerca della creatività. Metodo uno: la pennichella.

Potrebbe sembrarvi strano, in effetti lo ammettiamo: un po’ lo è. Ma a volte, nel bel mezzo di un “blocco creativo”, chiudere gli occhi e abbandonarsi allo scorrere dei pensieri aiuta più di quanto si possa pensare o almeno aiuta la nostra esperta di comunicazione che, con questa storia che dormire aiuta il cervello, non rinuncia, al bisogno, a una pennichella creativa. In realtà, nonostante le diffidenze, lei è pronta a giurare che questo metodo sia del tutto fondato. All’urlo di “Lo dice la Scienza”, potremmo in effetti affermare che un po’ di verità nel suo agire ci sia. Diversi studi, infatti, dimostrano una chiara e diretta correlazione tra un buon sonno e la capacità di avere una visione chiara delle cose, di stabilire relazioni non banali, di essere creativi. Questo sarebbe dovuto al fatto che un buon riposo sedimenta i ricordi, aiuta la mente a fare pulizia del superfluo e, così facendo, permette di riordinare le idee. Sfatiamo quindi il mito di notti insonni, vita sregolata e turni di lavoro no stop!
Se vi abbiamo convinto a provare, non possiamo però esimerci dal darvi un ultimo buon consiglio! Nel mentre vi appartate per la vostra pennichella creativa, non dimenticate di portare con voi un blocco e una penna. Spesso gli insight o le idee che nascono tra le braccia di Morfeo tendono a essere un po’ fugaci: meglio essere pronti per afferrali una volta aperti gli occhi.

Alla ricerca della creatività. Metodo due: la rete.

Forse è banale, forse no. Ma se siete arrivati fin qui, anche voi avete chiesto “all’Internet” di risolvere qualche antica questione. Quindi niente ipocrisie e viva la sincerità: per quanto a volte sia facile perdersi in questo grande mare, la rete è senza dubbio un’ottima fonte di ispirazione. Non solo perché ci permette di cercare informazioni e approfondire praticamente qualsiasi argomento mai esistito, ma anche – e in questo caso soprattutto – perché ci permette di fare delle inferenze che magari non credevamo (ancora) possibili. Il nostro consiglio è quello di sfruttare alcuni tool gratuiti per allargare il proprio orizzonte cognitivo e poter riflettere su parole, immagini, nomi che prima non ci erano ancora venuti in mente. Come? Cercate di focalizzare una parola chiave da legare al vostro progetto creativo, qualcosa che ne racchiuda l’essenza o ne sintetizzi una caratteristica fondante. Una volta definita tale parola, aprite la mente: sfruttate le banche dati di immagini e guardate tra i correlati quali vengono associate alla vostra parola. Qualcosa vi colpisce? Avete notato nulla che non vi sareste immaginati di vedere lì e che trovate particolarmente geniale? Curiosate: scoprite i lavori di altri autori e fotografi che vi piacciono, procedete per associazione di idee…

E se le immagini non fossero il vostro pane quotidiano, provate con le parole! La rete mette a disposizione svariate enciclopedie e dizionari dei sinonimi/contrari, per ragionare su significati secondari o su nozioni enciclopediche che non avevate ancora preso in considerazione. Conoscete l’etimologia della parola che avete scelto? Sapete come si traduce in altre lingue e che storia ha questa stessa parola in altre culture? Sfruttate dizionari etimologici, enciclopedie e siti di traduzione multilingue: è semplicissimo. State pensando a un progetto dal respiro internazionale? Consultate Urban Dictionary, potreste scoprire qualcosa di nuovo.
Ma i tool che fornisce la rete non finiscono certo qui: per quanto  magari in alcuni casi meno “scientifici” – e a volte bizzarri – potete sfruttare gli ennemila portali che riportano infinite liste di parole: che iniziano in un modo, che terminano in un altro o che al loro interno includono la vostra parola. Eccone uno! Oppure i siti che promettono di creare un logo o inventare un nome, come – se non meglio di – un professionista in carne e ossa. Non fraintendeteci: non si tratta di voler attribuire lo stesso valore a progetti nati in modo molto diverso, ma chissà che le diverse domande che spesso questi siti pongono agli utenti nella speranza di fornire in modo del tutto randomico un logo o un nome pre-confezionato possano dimostrarsi utili per il vostro progetto o che tra le tante proposte qualcuna non accenda in voi una lampadina. Provare per credere!

Se tutto questo non è ancora sufficiente per scatenare il flusso di coscienza che vi porterà alla nascita dell’idea giusta, allora date una sbirciatina a quello che – sullo stesso tema – hanno fatto i vostri competitor: Pinterest, BehanceDribbble o i siti e profili delle vostre agenzie del cuore sono senza dubbio un ottimo strumento per far nascere nuove idee. Attenzione però: non vi stiamo invitando a  copiare i competitor, ma a cogliere l’essenza di un metodo di lavoro, di un approccio creativo, di una maniera originale di affrontare un tema o un progetto. Lo studio delle reference è senza dubbio un momento chiave del lavoro di un bravo creativo, perché permette di conoscere cosa è già stato fatto (per non riproporlo identico) e ci dà un’idea di come viene comunemente rappresentato un certo universo.

Fuori la voce. Metodo tre: il confronto.

Il terzo consiglio che ci sentiamo di dare a tutti coloro che ricercano l’idea giusta è: “il mondo è là fuori”! Uscite, amici, uscite e scoprite il mondo, confrontatevi con lui, raccontate, parlate ma soprattutto: ascoltate. La maggior parte delle volte i vostri lavori saranno realizzati per colpire l’attenzione di persone comuni, che dei vostri articolati ragionamenti da accademici potrebbero non cogliere l’essenza. Se volete un buon modo per farvi illuminare da un’idea giusta: non cercatela nei libri. Beh, potrebbe essere anche lì – certo – ma siamo pronti a giurare che un sano dialogo con il mondo possa apportare benefici maggiori alla vostra missione creativa.
Raccontate il vostro progetto, cercate di spiegare ad amici e parenti in cosa consiste, quali sono gli obbiettivi che state perseguendo. Avete passato già molte ore davanti allo specchio a ragionare sui massimi sistemi. Ora è il momento di porre domande, di essere curiosi e di lasciare che la curiosità degli altri faccia nascere in voi qualche dubbio, molte domande e chissà forse un paio di buone risposte. Perché a volte l’isolamento è il peggior nemico della creatività. Il nostro tool preferito in questo caso? Una giusta serata davanti a una buona birra! Mentre per il “post”, ovvero per il grande momento in cui raccogliere i frutti della vostra fatica e le idee fioccheranno, provate  Google Forms: un’app gratuita e veramente facile da utilizzare, che permette di realizzare questionari e sondaggi da inviare tramite mail a tutti i vostri contatti. Così avrete un modo semplice e veloce per verificare cosa ne pensano gli altri e come viene giudicato il vostro lavoro. Un ottimo step prima di arrivare dal cliente.

Occhi aperti. Metodo quattro: cercare in ogni angolo.

Uscire dagli schemi è forse una delle cose più difficili da fare. Davanti a un progetto, infatti, tendiamo a seguire strade già tracciate. Non per pigrizia, certo, ma perché sono quelle che conosciamo e che tendenzialmente visualizziamo con maggior facilità. Spesso abbiamo sperimentato che l’ispirazione arriva da fonti inaspettate: aprite e sfogliate con casualità libri e riviste, anche quelle di cucina, perché no! Ascoltate canzoni, leggetene i testi, curiosate tra vecchi album e leggete ad alta voce i diversi titoli che compongono raccolte, album del cuore e così via. Ancora nulla? Provate con un atlante, uno stradario…cercate in un dizionario, aprendolo a caso, oppure in un libro per bambini.
Se invece preferite sperimentare, sono diversi i tool pensati proprio per stimolare la creatività! Conoscete il team di Sefirot? Noi abbiamo provato la loro serie di card per stimolare la creatività: Intùiti, Fabula e Cicero. Delle card davvero interessanti, grazie alla quali creatività, storytelling e public speaking potrebbero non avere più segreti per voi! Un’idea davvero interessante per uscire dal tracciato.

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